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IMMAGINAZIONE

di Vincenzo Di Marco

 

Chiunque ha avuto a che fare con l’ipnosi nel campo psicoterapeutico avrà senz’altro notato l’importanza  dell’immaginazione e dei  fenomeni ideosensori e ideomotori. Allargando il campo, però, qual è il ruolo delle immagini mentali in vista di una possibile teoria generale delle Psicoterapie? L’esperienza è il mondo interno come rappresentazione di pensiero, azione, sensazioni, emozioni. L’esperienza del mondo è il linguaggio delle rappresentazioni mentali. In effetti tutto quello che afferisce ai sensi non è la realtà originaria, bensì una rappresentazione. Se queste poi sono mediate dal linguaggio risultano evidenti le implicazioni terapeutiche.

L’efficacia delle Psicoterapie consiste nel fornire diverse occasioni di “metaforizzare”, e quindi “significare” le sensazioni e le associazioni in modo nuovo.Questa interpretazione si richiama al Costruttivismo, in cui la mente attiva non produrrebbe solo output, ma anche input. La mente stessa costruirebbe i suoi dati sensoriali. In tale contesto, le immagini mentali, sono una modalità del processo di costruzione attiva della coscienza. Da ciò è evidente che anche il mondo emozionale è caratterizzato da immagini mentali. L’immagine è una rappresentazione che dà origine all’esperienza del vedere, udire, toccare, annusare. In assenza di una stimolazione effettiva, l’immaginare è il processo di rappresentazione interna che coinvolge elementi cognitivi, emozionali e processi fisiologici.

Kassily, agli inizi degli anni 80, avviò delle ricerche sulle immagini mentali che portarono a delle interessanti conclusioni:

-         le immagini non sono riprodotte fedelmente come fotografie;

-         i processi immaginativo e verbale vengono codificati insieme e parallelamente, ma in modo diverso (in unità spaziali e unità verbali). 

      Da questi studi deriva l’ipotesi sulle differenze individuali, secondo cui i soggetti si dividono grossomodo in visualizzatori e verbalizzatori.

Secondo alcuni studi la percezione e l’immaginazione condividono essenzialmente le stesse vie neurologiche e dunque, l’esperienza di immaginare un oggetto vuol dire porsi in uno stato psicofisiologico simile alla percezione reale dell’oggetto o situazione. Studi recenti correlano il processo immaginativo a cambiamenti somatici, da ciò l’importanza delle tecniche di visualizzazione, di cui l’ipnosi si serve abbondantemente.

L’immaginare non è un semplice contenuto mentale, ma un evento linguistico, con una sintassi e una semantica culturalmente mediata. L’informazione può essere rappresentata in 2 modi distinti: uno figurativo, l’altro logico- proporzionale. Quindi avremmo così diverse modalità di percezione: preposizionale (linguistica – logica), figurativa (immagini mentali visive), sonora (sequenze temporali “immagini” acustiche), olfattiva (immagini olfattive), tattile – somestesica (sensazioni e pattern propriocettivi),  cinestetica e temporale (movimento, cambiamento, organizzazione temporale). Il diverso stile di rappresentazione interna, determina tratti personologici. Ci sono soggetti selettivamente visivi oppure cinestetici, uditivi, propriocettivi.

Pertanto l’efficacia nelle tecniche di Psicoterapia non è riconducibile ad una specifica modalità, ma ad una capacità di evocare e coinvolgere un “sentiero sinestesico” integrato. In particolar modo il “pensiero emotivo”, infatti, sembrerebbe essere una sintesi del pensiero proporzionale e quello sensoriale o immaginativo. Per questi motivi le metafore non vanno viste esclusivamente come espressioni verbali, in quanto il processo che è sottinteso alla stessa codifica linguistica, può essere ricondotto al pensiero per immagini. Spesso tali immagini sono sfumate, inconsce, involontarie. E’ allo stesso tempo immagine mentale ed espressione verbale. Inoltre la metafora intesa come modalità di pensiero ha una funzione conoscitiva ed espressiva, l’unica per acquistare conoscenze in cui la logica lineare non ha accesso.

 

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