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PET
THERAPY: QUANDO L'AIUTO HA QUATTRO ZAMPE
Un
affetto del tutto speciale per superare solitudine e disagio
Nunziata
Calbi
Cenni
storici
Le
prime tracce che confermano l’esistenza di una forte intesa affettiva ed
emotiva fra uomini e animali, risalgono a circa 1200 anni fa quando,
durante il processo di addomesticamento, si intuisce come gli animali da
compagnia siano in grado di fornire un valido supporto terapeutico nella
cura di patologia o disabilità.
Ippocrate 2400 anni or sono aveva
valutato gli effetti benefici che si potevano ottenere in seguito ad una
lunga cavalcata e la consigliava agli amici per combattere insonnia e
ritemprare il fisico e lo spirito.
Per
osservare l’effetto benefico che cani e gatti avevano sui malati di
mente, bisogna, però, arrivare al XVIII secolo, quando, in alcune scuole
anglosassoni, fu possibile constatare come la presenza di questi animali
apportava miglioramenti in quei pazienti che se ne potevano occupare
e restituiva equilibrio ai malati di mente.
Nella
seconda metà del XIX° secolo un medico francese sperimentò l'ippoterapia
in pazienti portatori di handicap neurologici e ne riportò dei risultati
soddisfacenti.Durante l'ultima guerra mondiale, animali da compagnia
vennero utilizzati come supporto per ridurre i danni psicologici causati a
molte persone dagli eventi bellici.
Più recentemente, agli inizi degli anni '60, Levinson verificò
scientificamente l'efficacia terapeutica degli animali d'affezione
impiegati per il recupero di persone con gravi turbe psichiche e coniò il
termine "Pet Therapy”.
Nel
1981 negli Stati Uniti d'America nasce la Delta Society, un gruppo di
volontari che, mettendo a
disposizione il loro amico animale, inizia il percorso che li porterà a
studiare e ad applicare questa nuova scienza chiamata "Pet Therapy".I
risultati provenienti dagli Stati Uniti, in questo ambito, sono
convincenti al punto che etologi di tutto il mondo approfondiscono gli
studi e conoscenze relativi a questo approccio.In Italia bisognerà
attendere la prima metà degli anni ’90 perché venga riconosciuta la
scientificità degli interventi con gli animali.
Che
cos’è la Pet Therapy
La
Pet Therapy, termine inglese traducibile con le parole "Terapia
dell'animale domestico", è una terapia di supporto che utilizza i
benefici psicologici derivanti dalla vicinanza e dal contatto, tattile e
visivo, tra uomo e animale.
I molteplici studi e le numerose
esperienze hanno dimostrato come la relazione con gli animali possieda
effetti benefici, sia sui soggetti sani, sia su quelli affetti da
patologie e disagi (è attualmente al vaglio delle Commissioni
Parlamentari una proposta di legge per introdurre la Pet Therapy negli
ospedali italiani).Gli
animali d'affezione, famigliari, sono riconosciuti come componenti
essenziali di un rapporto equilibrato tra l'uomo e l'ambiente di vita.
Tale principio è stato chiaramente enunciato e difeso in quella che si può
oggi definire la "dichiarazione di Ginevra" (7° conferenza
internazionale, 1995, Ginevra: "Animali, Salute e qualità della
vita"), nel corso dello quale sono stati presentati 5 principi
fondamentali, vediamoli:
-
Accettare
il diritto universale non discriminatorio ad avere un animale
domestico in tutti i luoghi e in tutte le circostanze, se l’animale
viene adeguatamente curato e non inficia i diritti dei non proprietari
di animali.
-
Prendere
le misure più idonee per assicurare che l'ambiente umano sia
pianificato e progettato in modo da tenere conto dei bisogni e delle
caratteristiche degli animali da compagnia e dei loro proprietari.
-
Incoraggiare
la presenza regolamentata degli animali da compagnia nelle scuole e
nei curricoli scolastici. Convincere gli insegnanti e gli educatori
dei benefici prodotti do questa presenza attraverso appropriati
programmi di addestramento.
-
Assicurare
l'accesso regolamentato degli animali da compagnia negli ospedali,
case di riposo e altri centri di cura per tutti coloro che, a
qualsiasi età, hanno bisogno di questo tipo di contatto.
-
Riconoscere
ufficialmente quali validi interventi terapeutici quegli animali che
sono specificamente addestrati per aiutare le persone a superare
limiti e disabilita; promuovere lo sviluppo di programmi per
addestrare tali animali e assicurare che la conoscenza della loro
capacità sia inclusa nell'insegnamento base delle professioni
sanitarie e sociali.
Il
termine pet-therapy indica una serie complessa di utilizzi del rapporto
uomo-animale in campo medico e psicologico.
Secondo
il Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità pubblica veterinaria e
l'Istituto Superore di Sanità è possibile effettuare
una distinzione tra:
1.
Animal-Assisted Activities (AAA)
è l’attività svolta con l'ausilio di animali.
Le
attività in oggetto hanno come obiettivo
quello di migliorare la qualità della vita di alcune categorie di
persone (anziani, ciechi, malati terminali,ecc.). Sono
interventi di tipo educativo e/o ricreativo che possono essere erogati in
vari ambienti da professionisti opportunamente formati,
para-professionisti e/o volontari, insieme con animali che rispondono a
precisi requisiti. Le AAA sono costituite da incontri e visite di animali
da compagnia a persone, in strutture di vario genere. Non sono necessari
obiettivi specifici programmati per ciascuna visita, anche se è opportuno
prevedere sempre obiettivi di miglioramento. É opportuno, inoltre,
raccogliere e conservare dati sulle visite effettuate. Le visite sono
gestite con spontaneità e la loro durata non è prestabilita.
2.
Animal-Assisted
Therapy
(AAT): è la terapia effettuata con l'ausilio di animali da
compagnia. Si
tratta di una attività terapeutica vera e propria, con precise
caratteristiche e finalizzata a migliorare le condizioni di salute di un
paziente.È una terapia di supporto che integra, rafforza e coadiuva le
terapie normalmente effettuate per il tipo di patologia considerato.
Può essere impiegata, con pazienti affetti da varie patologie al fine di
ottenere miglioramenti cognitivi ( miglioramento di alcune capacità
mentali, memoria, pensiero induttivo), comportamentali (controllo
dell'iperattività, rilassamento corporeo, acquisizioni di regole) psicosociali
(miglioramento delle capacità relazionali, di interazione) e psicologici
in tempo stretto (trattamento della fobia animale, miglioramento
dell'autostima). Sono
interventi con obiettivi specifici predefiniti, in cui gli animali
rispondenti a determinati requisiti sono parte integrante dei trattamenti
volti a favorire il miglioramento delle funzioni fisiche, sociali, emotive
e/o cognitive nonché della salute del paziente. Si tratta di terapie che
affiancando i consueti trattamenti, si rivelano efficaci, anche laddove
questi non riescono, grazie soprattutto alla presenza dell'animale.
L'animale
che diventa terapeuta
Secondo
la Delta Society
(organizzazione internazionale che favorisce l'impiego degli animali per
il miglioramento dello stato di salute, l'indipendenza e la qualità della
vita dell'uomo), solo gli animali domestici possono essere inseriti in
programmi di attività e terapie assistite dagli animali, escludendo
quindi tutti gli animali selvatici, esotici ed i cuccioli.
Tutti gli animali impiegati nella Pet-Therapy devono superare una
valutazione che ne attesti lo stato sanitario, le capacità e
l'attitudine: il Pet Partner Aptitude test (PPAT) della Delta
Society costruito per valutare le abilità, le capacità, la disposizione
e il potenziale della coppia conduttore/animale. Bisogna tenere presente
che l'animale, messo a contatto con persone che possono manifestare
comportamenti iperattivi o stereotipie, può vivere situazioni stressanti
e deve essere, quindi, particolarmente equilibrato così da evitare
reazioni indesiderate a stimoli eccessivi e a manipolazioni maldestre. Fra
gli animali maggiormente impiegati nella Pet-therapy vi è sicuramente il
cane, in quanto da sempre protagonista, insieme all’uomo di
un rapporto privilegiato.
Anche il gatto è utilizzato nella Pet-Therapy;
per la sua indipendenza e facilità di accudimento, lo si
preferisce per persone che vivono sole e che, a causa della patologia o
dell'età, non sono agevolate negli spostamenti. Criceti e conigli sono
diffusi nelle abitazioni. Osservare, accarezzare e prendersi cura di
questi animaletti, infatti, può arrecare grande beneficio. Il cavallo,
attualmente, oltre ad attività sportive o ricreative, viene utilizzato
per l'ippoterapia, medica, psicologico-educativa, riabilitativa, che viene
praticata generalmente in strutture attrezzate, con il supporto di
personale specificatamente preparato ed addestrato. A beneficiare dell'ippoterapia
sono soprattutto i bambini autistici, i bambini Down, disabili, persone
con problemi motori e comportamentali. Altri animali frequentemente
utilizzati sono uccelli e pappagalli (prendersene abitualmente cura ha un
effetto benefico), i pesci degli acquari
(la loro l'osservazione può contribuire a ridurre la tachicardia e
la tensione muscolare, agendo così da antistress), delfini (la
delfino-terapia è utile anche per i pazienti autistici che li aiuta, in
molti casi, ad uscire, almeno parzialmente dal proprio isolamento)
Nell’ambito
della Pet-Therapy, tra la persona e l’animale, vi è uno scambio
reciproco di emozioni e di stimoli che provocano cambiamenti ed effetti
positivi in entrambi. Con persone disturbate gli animali trovano un canale
preferenziale, una sorta di accesso più facile per entrare in contatto
riuscendo a volte a sbloccare condizioni patologiche cronicizzate negli
anni.L'animale costituisce uno stimolo nuovo alla curiosità rendendo
possibile il contatto e una comunicazione non convenzionale.La
comunicazione con l'animale, che avviene nelle forme più svariate,
garantisce un effetto calmante con conseguente diminuzione della pressione
del sangue.
Il prendersi cura dell'animale, favorisce il senso di responsabilità,
quanto mai auspicabili nel caso di bambini e di adulti che hanno perso la
fiducia in se stessi, garantendo un'immagine valida e positiva della
propria persona e del proprio valore individuale. Dare da mangiare
all'animale rappresenta il primo passo per stabilire un rapporto di
fiducia poichè grazie al cibo si creano tutta una serie di informazioni
ed emozioni che legano vicendevolmente uomini ed animali.
Nella
pet-therapy, l'attività svolta dal "terapeuta animale"
nei confronti del "paziente uomo" è molto complessa e per il
suo funzionamento richiede contributi provenienti da diverse discipline. Per
questo motivo, ogni esperienza di pet-therapy è il risultato di un
lavoro sviluppato da un team interdisciplinare composto da numerose figure
professionali che interagiscono sul campo, ciascuna con il proprio
specifico ruolo, ma in modo complementare. I membri del gruppo di lavoro
partecipano direttamente sia alla progettazione e alla valutazione dei
programmi sia allo svolgimento della attività e delle terapie in qualità
di operatori. Un’equipe tipo per lo svolgimento di programmi di
pet-therapy è composta generalmente da: medico,
psicologo, terapista della riabilitazione, assistente sociale, infermiere,
insegnante, pedagogista, veterinari, etologo, addestratore.
Poiché
la terapia si effettua su persone affette da varie patologie relative ad
aspetti fisici e/o mentali, è fondamentale innanzitutto la presenza del
medico e/o dello psicologo.
È
loro compito, avvalendosi naturalmente della consulenza degli altri
professionisti, valutare e indicare le modalità secondo cui impiegare gli
animali. Qualora i pazienti presentino handicap fisici, è necessario
anche il supporto del terapista della riabilitazione.
Al
veterinario che collabora con il gruppo di lavoro, è richiesta una
specifica formazione nel settore: deve, innanzitutto, selezionare
l'animale più adatto al tipo di terapia da attuare e in secondo luogo,
sorvegliarne in modo costante ed accurato lo stato di salute non solo
fisico ma anche psicologico e verificar, nel corso del tempo, come
l’animale sopporti il lavoro intrapreso.
Gli animali sono sottoposti a controlli periodici ponendo particolare
attenzione a segni clinici relativi a patologie trasmissibili all'uomo,
infatti, gli animali che manifestino sintomi di malattia o segni di
malessere vengono esclusi dal programma di pet therapy, anche se
avviato.
Il veterinario è affiancato da un etologo ( o biologo o comunque un
professionista con adeguate conoscenze in materia di comportamento
animale), che in primo luogo, contribuisce alla scelta dell'animale in
base ad una analisi accurata delle caratteristiche attitudinali e
comportamentali. Successivamente, si occupa di istruire i pazienti
(laddove sia possibile), i loro familiari e gli altri operatori, in merito
al comportamento degli animali utilizzati, al tipo di intervento che sono
in grado di effettuare e, soprattutto, a quale mole di lavoro possono
sostenere. L'etologo, inoltre, fornisce criteri per valutare e
salvaguardare il benessere dell'animale "lavoratore".
Nella pet-therapy, è cruciale il peso dell'addestramento
dell’animale affidato ad addestratori ed istruttori con specifica
preparazione. .
Infatti, poiché la pet-therapy è finalizzato alla cura e al
raggiungimento di risultati precisi, è importante, in via preliminare,
addestrare adeguatamente l'animale ad interagire con il paziente e poi
curare il rapporto che si viene a creare nella coppia co-terapeuta e
paziente.
In particolare la fase dell'addestramento è importante qualora l'animale
assista pazienti con particolari handicap fisici.
Nei
bambini con particolari problemi, negli anziani, in alcune categorie di
malati e di disabili fisici e
psichici il contatto con un animale può aiutare a soddisfare certi
bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e recuperare alcune
abilità che queste persone possono avere perduto.
È necessari che suddetti bisogni siano soddisfatti per far sì che
l’equilibrio psico-fisico degli individui si conservi, e
uno degli scopi della pet-therapy
è proprio quello di migliorare la qualità della vita e dei
rapporti umani di questi pazienti.
La pet-therapy può, affiancando ed integrando le terapie mediche
tradizionali, portare al miglioramento dello stato di salute di chi si
trova in particolari condizioni di disagio, attraverso interventi mirati a
favorire il raggiungimento di funzioni fisiche, sociali, emotive e/o
cognitive.Studi
condotti negli scorsi anni (oggi confermati da numerose esperienze) hanno
dimostrato che il contatto con un animale, oltre a garantire la
sostituzione di affetti mancanti o carenti, è particolarmente adatto a
favorire i contatti inter-personali offrendo spunti di conversazione, di
gioco, l'occasione,cioè, di interagire con gli altri.
Il contatto con un animale, in situazioni di intenso stress, funge
da tampone, ammortizzando le conflittualità e rivelandosi di
straordinaria validità per l’aiuto di quei pazienti con disagi nelle
relazioni sociali o con ritardi mentali. Ipertesi e cardiopatici possono
trarre vantaggio dalla vicinanza di un animale: è stato,
infatti,dimostrato che accarezzare un animale, oltre ad aumentare la
coscienza della propria corporalità, essenziale nello sviluppo della
personalità, interviene anche nella riduzione della pressione arteriosa e
contribuisce a regolare la frequenza cardiaca.
La presenza di un animale, nella terapia, risveglia l'interesse di chi ne
viene a contatto, catalizza la sua attenzione, grazie all'instaurazione di
relazioni affettive e canali di comunicazione privilegiati con il
paziente, stimola energie positive distogliendolo o rendendogli più
accettabile il disagio di cui è portatore.
I
bambini ospedalizzati, spesso, soffrono spesso di depressione responsabile
di frequenti disturbi del sonno, del comportamento, del sonno,
dell'appetito e dell'enuresi causati da uno stato di ansia, paura, noia e
dolore determinati dalle loro condizioni di salute, dal fatto di essere
costretti al ricovero, lontani dai loro familiari, dalla loro casa, dalle
loro abitudini.Alcune
recenti esperienze condotte in Italia su bambini ricoverati in reparti
pediatrici nei quali si è svolto un programma di Attività Assistite
dagli Animali, dimostrano che la gioia e la curiosità manifestate dai
piccoli pazienti durante gli incontri con l'animale consentono di
alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più
sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. Le
attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo
degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in braccio per
accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli
rilassare e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da
mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè
la qualità della loro vita in quella particolare contingenza.
Anche
esperienze svolte con anziani ospiti di case di riposo, hanno permesso di
osservare come i periodi di convivenza con gli animali sono stati seguiti
da un miglioramento del tono dell’umore, una spiccata socievolezza e una
facilitazione nel contatto con gli operatori sanitari.
Nel campo delle Terapie Assistite dagli Animali, invece, la pet-
therapy propone terapie da affiancare alle terapie mediche tradizionali e,
attraverso un preciso protocollo terapeutico, è diretta a pazienti
colpiti da disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, disturbi
psicomotori, nevrosi d’ansia, depressione, sindrome di Down, autismo,
demenze senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, ma anche a
quanti necessitano di riabilitazione motoria come chi è affetto da
sclerosi multipla o reduce da lunghi periodi di coma.
L’intervento degli animali stimola l’attenzione, facilita il contatto
visivo e tattile, migliora l’interazione comunicativa ed emozionale,
favorisce il rilassamento e facilita il controllo dell’ansia. Stimola,
inoltre, ad esercitare la
manualità anche per chi ha limitate capacità di movimento, a favorire la
mobilitazione degli arti superiori, ad esempio accarezzando l’animale, o
di quelli inferiori attraverso la deambulazione con conduzione
dell’animale la cui presenza rende gli esercizi riabilitativi meno
noiosi e più stimolanti.
Nell'aprile
del 1990, in Italia, nasce l'AIUCA
(Associazione Italiana Uso Cani d'assistenza), un'associazione che si
occupa dell'addestramento di cani per aiutare disabili fisici nelle azioni
del quotidiano.
La Pet-Therapy può essere usata con soggetti affetti da handicap fisici,
molti studi, infatti, dimostrano come l'uso del cane da compagnia aiuta
anche il mantenimento dell'aspetto fisico: lo spazzolare, lanciare la
pallina, lavare il cane, ecc., sono tutte attività che chiedono un
impegno motorio, decisamente più piacevole di un esercizio imposto da uno
specialista.
L'attività
ludica svolta con un animale, generalmente risulta essere un qualcosa di
piacevole, aumentando il buon umore, sviluppando la socializzazione,
rinforzando l’attività fisica.
Anche gli animali amano giocare molto e possono risultare degli ottimi
compagni di gioco, là dove l’isolamento e la solitudine dominano.
L’animale, inoltre, risulta essere un perfetto tramite per lo sviluppo
delle relazioni: uscire al parco con il proprio cane é fonte di incontri,
di discussioni, ecc.
Accudire una animale richiede attenzione e responsabilità obbligando a
svolgere il compito in maniera adeguata perché in questo caso le
conseguenze del disinteresse potrebbero essere molto dannose.
Problemi
legati alla pratica della Pet-Therapy
Chi
é interessato a questo mondo, e pensa di iniziare a conoscerlo meglio per
poi proseguire oltre, non deve sottovalutare alcuni problemi. Innanzitutto
non è possibile coinvolgere persone affette da fobie per gli animali. Gli
animali coinvolti come supporto alla Pet-Therapy, inoltre, devono
possedere delle precise qualità fisiche e caratteriali (livello di
reattività molto basso alla presenza di altri animali o di altre persone
o di gruppi numerosi, agli stimoli, soprattutto a quelli negativi), buona
capacità di memoria, consequenzialità e direzione. Gli animali devono
essere accuditi in maniera adeguata e il ruolo del medico veterinario nei
loro confronti è di garantirne la salute, eventualmente di individuare
che nel proseguo delle varie esperienze i soggetti impiegati non abbiano a
modificare in senso patologico il loro comportamento.
Quando si utilizza un
cane di grosse dimensioni, inoltre, è indispensabile assicurarlo. Se
coinvolta una struttura pubblica o privata, bisogna lavorare con il
personale che si occuperà del progetto stabilendo delle regole precise,
valutando la loro reale motivazione e il grado di impegno. Qualsiasi
progetto deve essere monitorato da una équipe di tecnici, allo scopo di
non iniziare un lavoro "fai da te" poco attendibile.
Nel
corso del tempo anche in Italia l'interesse per le attività di pet-therapy
è
cresciuto ed è aumentata la richiesta sul territorio. Associazioni,
centri di riabilitazione, scuole, case di riposo sono interessate a nuove
terapie di supporto, a nuove modalità ricreative da inserire nei propri
programmi per aumentare il livello qualitativo della vita all'interno
delle proprie strutture. Progetti di ricerca rivolti a chi beneficiare dei
programmi di pet-therapy sono stati condotti a livello scientifico
da Istituti di rilievo, Università e istituzioni locali e hanno
consolidato le esperienze in questo campo, anche se la sperimentazione è
aperta verso sempre nuove possibilità.
Di
seguito è possibile conoscere
due progetti svolti in Italia.
1)
Bambini Ospedalizzati
L'Associazione
di volontariato Petra, Onlus, propone interventi di Pet Therapy nei
reparti ospedalieri in cui sono ricoverati dei bambini. Il fine è quello
di rendere il soggiorno in ospedale più piacevole ed educativo nei
confronti degli animali. L'interazione con piccoli animali in un ambiente
controllato serve a divertire, svagare ma soprattutto potenziare le
capacità relazionali dei bambini, partendo proprio dal presupposto che il
rapporto animale-bambino è carico di valenze affettive, di sostegno,
formative e didattiche
.Sempre
più ci si rende conto che le prime fasi della vita hanno bisogno di una
pluralità di referenti educativi e che la ricchezza di stimoli si traduce
in una ricchezza di opportunità per il bambino. L'animale è un referente
non surrogabile, perchè gli stimoli che apporta sono unici e
caratterizzanti. La Pet-Therapy non può certo guarire un bambino con un
tumore al cervello o ammalato di leucemia, ma di sicuro allevia la
sofferenza e rende la degenza meno sofferta. L'ospedale non deve
sospendere la terapia e tutte le normali attività del piccolo: se su 24
ore ne dorme otto, e ne impiega altre due nelle visite mediche, ne
rimangono ancora molte da impiegare in attività che gli permettono di
liberare le sue energie positive. E' importante fargli vivere momenti
stimolanti attraverso i quali il bambino possa rielaborare l'esperienza
della malattia attraverso nuovi canali di comunicazione che si creano
spontaneamente nell'iterazione bambino animale.
Obiettivi
Gli obiettivi finalizzati di questi incontri percorso sono quelli di far
entrare nella routine dei bambini ospedalizzati una nota allegra e
stimolante. Proponendo questo tipo di terapia, si innesca tutta una serie
di meccanismi che portano a miglioramenti non limitati al tempo di
permanenza dell'animale in reparto. Gli obiettivi quindi sono:
-
Il
miglioramento della qualità della vita in ospedale e dello stato
generale di benessere
-
Coinvolgimento
dei bambini in un momento di maggior integrazione ed aggregazione
-
Divertire
in maniera costruttiva
-
Stimolare
l'attenzione
-
Incrementare
la voglia di esprimersi sia a parole che con disegni
-
Riportare
alla mente episodi piacevoli che hanno coinvolto il bambino e
l'animale
-
Stimolare
la voglia di migliorare e guarire per tornare presto a casa dal
proprio animale
-
Organizzazione
di una cultura delle bio-diversità attraverso la valorizzazione delle
caratteristiche dei singoli soggetti (bambino e animale) che
interagiscono nel rapporto di gioco
-
Coinvolgimento
di bambini portatori di handicap fisico e psichico in un momento di
maggior integrazione ed aggregazione
Destinatari
Il progetto è rivolto a bambini ospedalizzati nei reparti di
neuropsichiatria infantile, pediatria ecc., nonchè al personale
paramedico ed ai genitori per la condivisione del messaggio
educativo-terapeutico.
Strumenti
e modalità
Il momento di interazione è a carattere ludico-teorico-interattivo.
Possono essere previsti momenti sa all'interno della struttura sia
all'aperto.
Diversi
studi stanno mettendo in evidenza il ruolo globale giocato dal referente
animale nel processo di crescita del bambino, soprattutto nei primi anni
di vita.
Il rapporto animale-bambino è carico
di valenze affettive, di sostegno, formative e didattiche. Sempre più ci
si rende conto che le prime fasi della vita, come fondamenta della storia
dell'individuo, hanno bisogno di una pluralità di referenti educativi e
che la ricchezza di stimoli si traduce in una ricchezza di opportunità
per il ragazzo. L'animale è un terapeuta non sostituibile, perchè gli
stimoli che apporta sono unici e caratterizzanti.
2)
Il caso di Cheyenne
Cheyenne
è un Husky femmina, di otto anni e da febbraio a maggio 1998 è stata la
protagonista di sedute di Pet-Therapy che si sono svolte presso la Scuola
Elementare "Lambruschini" di Padova.
Fruitori di queste sedute, sono stati quattro bambini di classi
differenti, affetti da diverse patologie: dal ritardo mentale
all’impaccio motorio. L'esperienza è stata possibile grazie a diversi
fattori: la disponibilità dei genitori, dei colleghi e della Direttrice
della scuola.
Inizialmente,
il Dott. Aldo Giovannella, che si occupa anche di Pet-Therapy, ha
tenuto una lezione introduttiva a tutti i bambini delle classi in cui
insegno parlando dei cane in generale utilizzando prima delle diapositive
e poi facendo vedere e toccare Cheyenne.
Alla fine anche i paurosi volevano accarezzare e portare in giro
Cheyenne: durante la lezione, circondata da 40 bambini che la toccavano,
chiamavano e accarezzavano, Cheyenne ha mostrato di essere perfettamente a
proprio agio, sottoponendosi di buon grado a tutto ciò che 40 bambini
possono fare ad un cane, divertendosi (al punto che, imparato quale era il
giorno in cui si andava a scuola, già di buon mattino era pronta al
cancello). Gli incontri successivi si sono svolti con cadenza settimanale
della durata di due ore: ad un momento iniziale in classe, seguiva il
lavoro individuale coi bambini in situazione di handicap per sviluppare
gli obiettivi:
-
favorire
l'integrazione dei bambini con handicap
-
aumentare
la produzione linguistica
-
stimolare
l'autonomia personale del bambino
-
migliorare
la coordinazione motoria.
Le
loro reazioni sono state differenti, ma tutti erano attratti dal cane e
volevano stare con lei: c'era chi aveva paura quando la sentiva abbaiare,
chi era intimorito nel darle il biscotto, chi continuava a darle ordini
per poterle dare il biscotto - premio, chi, quando la accarezzava, rideva.
Cheyenne si è rivelata un'ottima co-terapeuta: ha accettato di
buon grado di ripetere gli esercizi diverse volte, cioè di sedersi,
abbaiare a comando, portare la palla, correre, sdraiarsi, mangiare
biscotti, farsi portare a guinzaglio, farsi toccare ed accarezzare, sempre
con molta pazienza, delicatezza, adattando i suoi tempi di risposta al
comando e attesa del premio a quelli più lenti dei bambini.
I bambini, dopo alcuni incontri in cui hanno vinto la diffidenza mano a
mano che si rendevano conto che Cheyenne era docile, hanno beneficiato
della sua compagnia: si è infatti notata una pronuncia sempre più chiara
delle parole ordine (Seduta – Terra – Abbaia - Porta), determinata
dalla necessità di farsi comprendere chiaramente per ottenere obbedienza;
i tempi di attesa, normalmente ridotti a pochi minuti per le attività
scolastiche e ludiche, hanno subito un notevole incremento, arrivando a
circa un'ora di attenzione continua verso Cheyenne e gli esercizi da fare
con lei; hanno imparato a prendersene cura, facendola riposare e
portandola a bere.
Cheyenne è
riuscita a stabilire con questi bambini una relazione piacevole,
rilassante ma soprattutto gratificante, dando loro la possibilità di
gestire e vivere autonomamente a livello operativo - ma soprattutto
emozionale - un rapporto interpersonale con un altro essere umano, questo
perché per Cheyenne, M., L., A. e G. non sono "bambini con
handicap", ma bambini e basta.
Bibliografia
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2.
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Ragnetti E., Redazione Ministerosalute.it Centro di collaborazione OMS/FAO
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4.
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5.
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del Molise "G. Caporale", giugno 1996.
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Health and Quality of Life", settembre 1995.
7.
“Animali e
uomini imparano insieme". PET
MAGAZINE, novembre 1997.
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S I C T V
La
Web Tv per la Psicologia e La Psicoterapia
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