CORSO
ECM DI ADDESTRAMENTO ALLA COMUNICAZIONE ASSERTIVA
(per apprendere a gestire
i conflitti in maniera efficace)
PRIMO COLLOQUIO Mariacandida
Mazzilli Il
primo colloquio è un incontro “speciale” tra due persone che hanno
ruoli definiti. Il compito del paziente è essere se stesso, quello dello
psicoterapeuta è analizzare il contenuto latente della richiesta del
paziente. Il primo colloquio non è mai rigido o direttivo, non esistono
domande sistematiche sulla base di griglie prestabilite, non ci si può
affidare esclusivamente a categorie diagnostiche o riferimenti teorici per
capire il paziente. Lo psicoterapeuta mantiene un “ascolto attento” a
ciò che il paziente dice della sua sofferenza e delle ragioni della sua
venuta. Quello che si mette in scena durante il primo colloquio non è
qualcosa di diverso da ciò che sarà in seguito. Vengono analizzati gli
elementi attuali sulla base dei quali si “ricostruisce” il passato del
paziente, seguendo una sorta di percorso a ritroso. Il terapeuta crea,
attraverso formulazioni di ipotesi e fantasie, una sua mappa interna del
paziente, che sarà poi verificata in seguito, allo scopo di accertare le
motivazioni del paziente al trattamento. L’osservazione si concentra sul
comportamento attuale del paziente, sulla sua crisi (i sintomi), sulla
comunicazione verbale e non verbale nella sua messa in relazione con il
terapeuta. La
crisi, con la relativa sofferenza, portata con sé dal paziente, può
essere letta come momento di crescita e di “scelta”. Una
scelta tra un modo (di vivere, di essere) ormai inadeguato ed un nuovo
modello. Una scelta tra passato e futuro che comporta necessariamente una
perdita, una separazione.Nella maggior parte dei primi colloqui sono in
gioco le possibilità di una crescita del paziente, si decide la
possibilità di cambiamento. Un ascolto rivolto solo ai sintomi e non alla
domanda latente, potrebbe rendere difficile per il paziente dare vita a
quel cambiamento. Una richiesta di crescita è caratterizzata
dall’incertezza: una risposta frustrante può incidere in maniera
irreversibile sul paziente, rischiando di convincerlo che nulla può
mutare. Il
terapeuta, per primo, deve credere in questa possibilità. Non
tutti i pazienti sono adatti o disponibili ad una psicoterapia e,
d’altra parte, non sempre uno psicoterapeuta è disposto a iniziarne
una. La sofferenza psichica in sé, infatti, non è condizione sufficiente
per iniziare un intervento psicoterapeutico, anche se talvolta può
generare negli operatori un’ansia di presa in carico che rischia di
concludersi con un drop out da parte del paziente. Talvolta è preferibile
rimandare un progetto di psicoterapia se il paziente non è adeguatamente
motivato o non possiede ancora le risorse psichiche per poterla
affrontare. E’ necessario creare, durante il primo colloquio, uno spazio
relazionale e mentale in cui accogliere il senso di immobilità, la
sofferenza e lo smarrimento che ne derivano. Nel primo incontro, il
paziente accede ad uno spazio fisico, ma soprattutto psichico, in cui può
portare il suo bisogno di aiuto. Le emozioni vengono catturate attraverso
le parole e strutturate in un racconto che a volte può risultare
contraddittorio. Il terapeuta, confrontandosi con la sofferenza di un
certo paziente, potrebbe sentire “risuonare” in sé emozioni e
antichi conflitti non del tutto elaborati. È questo il classico
caso in cui potrebbe rivelarsi consigliabile non prendere in carico quella
persona. In ogni primo colloquio il terapeuta fa un’esperienza diversa
di sé. La sua capacità di ascolto, di controtrasfert, di empatia, si
colora diversamente ogni volta. Il terapeuta impara che ogni paziente crea
un proprio spazio analitico proprio come la mamma impara che ogni figlio
crea un proprio spazio di gioco. Analogamente uno stesso terapeuta viene
“interiorizzato” in modo diverso da ognuno dei suoi pazienti, proprio
come una mamma è “interiorizzata” in modo differente da ognuno dei
suoi figli. Il
primo colloquio può essere visto come uno stimolo, per il paziente, a
riconsiderare il senso e il significato delle sue esperienze, riempiendo
di un senso nuovo pensieri ed emozioni, passato e presente.
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