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L’alcolismo

Adelaide Minenna

 

L'alcol è una sostanza psicoattiva in grado di produrre gratificazione, sedazione, tolleranza, dipendenza fisica e di provocare danni alle strutture cerebrali e ad altri organi di primaria importanza come cuore e fegato. Una volta ingerita la molecola dell’alcol viene rapidamente ASSORBITA e DISTRIBUITA nel nostro organismo, per poi essere  METABOLIZZATA  dallo stomaco ma soprattutto dal fegato che è l'organo più esposto ai suoi effetti tossici, sino alla sua completa ELIMINAZIONE. Il DSM IV distingue la dipendenza da alcol dall’abuso di alcol, definendo la prima condizione patologica della seconda. Chi dipende dall’alcol infatti, manifesta tolleranza, che è il risultato dell’adattamento dell’organismo alla presenza dell’etanolo; controllo alterato, che è l’incapacità di smettere o limitarsi nel bere; e dipendenza psico-fisica che implica uno stato psicologico caratterizzato da un forte craving per l’etanolo. Il DSM IV, inoltre, definisce l’alcolismo un Disturbo a genesi multifattoriale bio-psico-sociale: BIOLOGICO in quanto, le ricerche attuali mostrano che l'alcolismo tende ad essere ereditario. PSICOLOGICO perchè spesso l’abuso di alcol è secondario a un disagio psichico. Ed infine SOCIO-AMBIENTALE in quanto anche l’ambiente in cui si vive e si lavora influenzano la dipendenza. I soggetti più a rischio sono le DONNE, che avendo meno acqua nel loro corpo, rispetto agli uomini, subiscono più effetti tossici. Inoltre c’è una differenza tra i sessi anche nell’età media di esordio, solitamente più tardiva nelle donne che sono spesso spinte da una motivazione psicologica a differenza dell’uomo spesso indotto alla dipendenza da problemi sociali. Altro rischio è la GRAVIDANZA e l’ALLATTAMENTO. Se la mamma abusa di bevande alcoliche durante la gravidanza può svilupparsi nel feto la malattia nota come FAS:“Fetal Alcohol Syndrome”,che rappresenta il complesso delle anomalie fisiche mentali e comportamentali, inerenti allo sviluppo funzionale di un bambino, causate dall'alcol. Anche dopo la nascita i rischi continuano. L'allattamento al seno di una donna etilista, infatti, provoca nel bambino un’intossicazione. Non c'è una cura per la FAS quindi è importante prevenirla per prima cosa con l’informazione. Altro fattore rischio è una STORIA DI ALCOL IN FAMIGLIA, spesso figli di alcolisti manifestano problemi di identificazione,  difficoltà nell’esprimere se stessi, disturbi della propria immagine a volte di natura fobica, ipocondriaca o isterica; disturbi di elaborazione dell'aggressività, dell'affettività, ed inoltre l’aggressività che spesso manifesta un alcolista induce un figlio ad assumere un carattere ossessivo, che prima o tardi si trasformerà in una forte depressione,e il profondo sentimento di vergogna può indurlo anche a negare la malattia del genitore, con l’intento di preservare un immagine buona e forte, che possa fungere da punto di riferimento. Altro rischio è l’ETÀ in particolar modo 2 fasi della vita: l’ADOLESCENZA e la VECCHIAIA.

I motivi che solitamente spingono i ragazzi ad assumere alcol possono essere: il piacere del rischio, di trasgredire, per scarsa autostima, o assenza di obiettivi, e soprattutto spesso per una forte dipendenza dal gruppo; Sono a rischio anche le persone anziane, in quanto è risaputo che un forte consumo di alcol può portare deficit di memoria e quindi aumentare la possibilità di contrarre l’Alzheimer; Altrettanto dannoso è mescolare FARMACI E PSICOFARMACI con l’alcol i quali esaltano gli effetti di quest’ultimo. Questo rischio è soprattutto comune tra gli anziani,ma anche tra gli adolescenti, che spesso per “moda” associano questa sostanza con altri stupefacenti. Un ultimo fattore rischio  ma non meno importante  è la GUIDA DI VEICOLI, l’alcol è infatti spesso causa di numerosi incidenti stradali; Fondamentalmente gli effetti dell’alcol  si possono distinguere in acuti e cronici. L’alcolismo acuto<b style="mso-bidi-fo

 


 

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