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Le impressioni del professore Stefano Benassi - docente alla facoltà di filosofia di Bologna - circa il nuovo volume di Antimo Pappadia -Infanzia e famiglia- Crescere è capire

L’acuta analisi sui comportamenti sociali che Antimo Pappadia conduce da diversi anni –si ricordi il precedente libro Differenze e incomprensioni della coppia eterosessuale- si sofferma qui sul tema dell’infanzia e dello sviluppo intellettuale ed emotivo del bambino. Con un’ampia gamma di riferimenti, tratti sia dalla letteratura scientifica sull’argomento, sia da esempi offerti dalla realtà quotidiana, l’autore propone una teoria –ma anche una pratica- educativa, tendente a mettere in evidenza i luoghi comuni errati che spesso inducono a trattare bambini ed adolescenti, dentro e fuori la famiglia, come esseri umani inferiori, in qualche modo non ancora atti ad esercitare quelle facoltà razionali e quel controllo emozionale che è proprio dell’adulto. Tra i vari esempi, particolarmente cura è dedicata all’alimentazione nell’età infantile e adolescenziale. All’interno della famiglia, rileva l’autore, il cibo spesso è utilizzato come oggetto transazionale, merce di scambio tra genitori e figli, a compensare un’eventuale mancanza di affettività o di volontà nel cercare i motivi che spingono i giovani all’aggressività e all’ansia. Inoltre Pappadia suggerisce, in controtendenza rispetto ai criteri solitamente messi in pratica, di lasciar trasparire gli stati emozionali che contraddistinguono un rapporto, senza cercare forzatamente di rimuoverli. Soprattutto nel caso dei bambini e degli adolescenti è opportuno che l’emotività si manifesti e che queste manifestazioni vengano ricondotte entro i limiti di una relazione accettabile, sia da parte dei ragazzi, sia da parte degli adulti. Se il bambino viene riconosciuto come persona, avrà meno difficoltà ad accettare che anche gli adulti sbagliano e possono attraversare momenti di instabilità emotiva. A caratterizzare il rapporto tra genitori e figli dovrebbe essere l’empatia, la capacità di comprendere lo stato emotivo altrui, al di là delle motivazioni razionali che possono essere attribuite ad un comportamento. Sulla scorta della psicologia cognitiva promossa da Howard Gardner, l’intelligenza non si misura, infatti, soltanto su basi logico-razionali: esistono molti tipi di intelligenza e ciascuna di esse è presente in comportamenti diversi in ogni individuo, in una miscela difficilmente scindibile nei suoi diversi aspetti. In particolare, è proprio l’intelligenza emotiva a sollecitare o a frenare le prestazioni puramente intellettuali e, la capacità degli educatori di dare risposta a questa importante parte della personalità del bambino ha riflessi non solo sulla vita individuale, ma sull’intera società. Nella formula conclusiva, racchiudendo il senso di questo lavoro, l’autore designa l’area della saggezza come un ambito nel quale interagiscono il rispetto, la dedizione e l’empatia, una lettura proficua non solo per gli specialisti, ma anche per chiunque voglia migliorare le relazioni con se stesso e con gli altri.  

Stefano Benassi

 

 


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