CORSO
ECM DI ADDESTRAMENTO ALLA COMUNICAZIONE ASSERTIVA
(per apprendere a gestire
i conflitti in maniera efficace)
Attenzione, ipnosi e Web Vincenzo Di Marco
Lo shopping è una delle occupazioni più piacevoli del nostro tempo (…un po’ meno adesso che i prezzi decollano come razzi ). Concentrati a guardare l’articolo che ci attrae, vediamo come in un film tutto quello che potremmo farci.Poi la frenata di un’auto! Di scatto la testa si gira verso quanto è successo: nulla d’importante!Un secondo dopo sorprendiamo i nostri occhi seguire tra la folla l’oggetto del desiderio, le gambe di una donna o di un uomo (per carità! Secondo i gusti personali), mentre il profumo di caffè ci trascina verso il bar più “in” della città.Tra tutto questo brulicare di stimoli ambientali, parecchi non sono destinati nemmeno ad essere presi in considerazione. Perché? In che consiste questa barriera che ci consente di selezionare le informazioni che vengono dall’esterno?Possiamo chiamarla semplicemente “Attenzione”. L’attenzione è un processo cognitivo comune a tanti fenomeni della nostra mente. Anche fenomeni apparentemente lontanissimi, come una seduta d’ipnosi o l’assorbimento di chi è impegnato a pregare in chiesa, la serenità di un esercizio yoga, la concentrazione di un tuffatore che si accinge a spiccare il salto, l’intensità dello sguardo di due innamorati che perdono la cognizione del tempo, il fantasticare sonnolento di un lungo viaggio in pullman, il piacere di stare al cinema, l’interesse di chi naviga in internet.Emozioni tanto diverse, come lo sono le tinte pastose in una tavolozza di un pittore.In tutti questi casi l’attenzione segue un cammino particolarmente simile: da un iniziale orientamento esterno, si dirige sempre più verso l’interno, e via via sino a focalizzarsi su una sola idea (o pensiero, emozione o sensazione).Tutto ciò è calzante e congruente se pensiamo all’ipnosi, ma non altrettanto allo stato di coscienza di chi viaggia in rete.Non bastano certo quattro righe per accomunare fenomeni complessi e articolati come quelli citati prima, non per questo rinuncerei a dare una sbirciatina agli ingranaggi di questa macchina meravigliosa chiamata cervello.Le ricerche in merito mettono in luce che l’attenzione focalizzata e prolungata attiverebbero maggiormente l’emisfero destro dell’encefalo, che è quello deputato all’immaginazione, alla creatività, con la sorveglianza quiescente del sinistro, emisfero della logica e della critica.Tornando al web osserviamo che nella strutturazione di un’interfaccia gli elementi sono disposti in maniera da ridurre al massimo lo sforzo cognitivo. Oltre ad essere attraente la struttura di un sito somiglia molto a ciò che noi ci aspettiamo o prevediamo di trovare, in uno schema di riferimento fluido e non contraddittorio.Tutto ciò contribuisce ad accrescere la familiarità dell’interfaccia, interiorizzandosi rapidamente, uscendo sempre più dalla coscienza, lasciando che l’attenzione si focalizzi sul contenuto.Aggiungerei che persino il linguaggio virtuale essendo in gran parte metaforico (ad esempio:”aprire una pagina, finestra, scaricare, installare, sito, lettera, rete ecc.) come nelle favole di autori classici, nei miti, nei sogni e soprattutto nell’ipnosi, è anch’esso prerogativa dell’emisfero destro.Con ciò credo di avere appena scalfito la superficie di un meccanismo enormemente più vasto: l’apprendimento.
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