Benvenuti! Telefonateci ai n. 0622796355 - 3473157728.  Siamo a ROMA in Piazza Sempronio Asellio 7 (metro A Giulio Agricola/Tuscolana/Don Bosco/Cinecittà)

Il C.I.S.P. ti offre la possibilità di avere a disposizione gratuitamente per trenta minuti uno Psicoterapeuta a cui poter fare qualsiasi tipo di domanda riguardante il potenziamento del tuo BENESSERE. Per usufruire del servizio...

Il rilassamento e la mente inquieta

Olga Chiaia  

Rilassarsi è una funzione naturale del nostro organismo: basta guardare i bambini e i gatti, che in un attimo sanno immergersi nel più totale relax, con visibile piacere. I loro ritmi interni lo richiedono con ciclica regolarità, e loro li assecondano, tutte le volte che percepiscono l'assenza di minacce interne o esterne. Ma allora perché è così difficile, da adulti, in alcuni momenti, trovare la via della distensione? Le esperienze affettive della nostra infanzia, il clima emotivo in cui siamo cresciuti, i piccoli e grandi traumi, sono tutti elementi che caratterizzano il livello di fiducia che ospiteremo nel cuore, e di conseguenza l'attitudine alla serenità, o la vulnerabilità allo stress. Inoltre il modello dei nostri genitori (e in parte anche la loro genetica) ci fornirà una maggior o minore capacità di gestire le emozioni, e strategie più o meno efficaci per fronteggiare l'ansia. Interiorizzare un genitore tranquillizzante e protettivo è ben diverso dall'averne dentro uno colpevolizzante e ansioso. In alcuni casi, tendiamo a controllare paure e disagi più o meno consapevoli con una tensione muscolare protratta, che si cristallizza in un atteggiamento psicofisico particolare, per cui non ci si rilassa mai davvero del tutto: dopo i picchi d'attivazione nervosa dovuti ai vari stress, la linea di base non viene mai recuperata perfettamente. In alcuni punti del corpo, la muscolatura crea una specie di corazza protettiva. E' utile cercare di capire quali sono i nostri organi bersaglio, quelli che tendiamo a contrarre in modo preferenziale quando siamo nervosi (e che, alla lunga, saranno danneggiati da questo). Sono i sismografi della nostra psiche. Di solito si tratta dello stomaco, o della cervicale, o del viso (rughe sulla fronte, mascelle contratte). Oppure, invece di somatizzare, sfoghiamo la tensione in comportamenti più o meno consci, come tormentarci le unghie, i capelli, la pelle interna della bocca, i tic. Ma anche stramangiare, straparlare, bere alcolici, spendere. E' importante ascoltare quali frasi ci ripetiamo nel nostro dialogo interno, a mo' di mantra. Le formule mistiche evocative, i mantra, sono utilizzati per concentrare la mente su qualità spirituali o per connettersi al divino, e sono molto efficaci. Per questo, se utilizzate involontariamente al negativo, ad esempio: "non ce la faccio, non sono capace, tutto andrà male..." il loro effetto sarà perfettamente coerente. Come profezie autoavverantesi, queste frasi automatiche non sono innocue. Attraggono l'energia negativa, quasi un augurio stregato, un comando autoipnotico che intima di fallire…L'inconscio reagisce al potere semantico: se diciamo ad un bambino su un albero "ora cadi e ti fai male", aumentiamo il pericolo che ciò avvenga. E' sempre meglio accorgersene, e volgere al positivo:"fai attenzione, ce la fai, ce la stai facendo". Secondo Ellis, psichiatra americano, la "terribilizzazione " e la "catastrofizzazione" sono abitudini di pensiero che innalzano il livello d'ansia, per cui bisognerebbe liberarsene con un'analisi realistica e razionale della situazione. E sostituirle con affermazioni positive ed equilibrate di fiducia in se stessi e nel flusso della vita.La tentazione è quella di superare lo stato di tensione, che spesso è vissuto come spiacevole e d'ostacolo alla vita sociale, sessuale o al buon sonno, grazie a delle scorciatoie semplici e rapide: l'alcool distende, così come le gocce sedative, o anche una bella mangiata di dolci. Per non parlare delle canne, degli oppiacei, da sempre efficaci mezzi per raggiungere la pace della mente. Inutile dire che il prezzo da pagare per aver "barato" è molto più alto di quello sborsato economicamente: ne va della nostra salute fisica, e ancor di più di quella mentale. Delegare ad un mezzo esterno la capacità di indurci il rilassamento ha infatti il risultato collaterale di diminuire ulteriormente il senso di autocontrollo, e la fiducia di poterlo esercitare. Il fascino delle tecniche di rilassamento - ce ne sono moltissime - risiede nel loro ricollocare dentro di noi il potere gestionale su corpo e mente. E' però una via più lunga, e più difficile. Tutto lo stile di vita andrebbe modificato, per accogliere bene la tecnica e integrarla, farla nostra: elogio della lentezza (quando si può), dei valori umani rispetto a quelli dell'apparenza o del profitto, rispetto di se stessi e della natura come indivisibilmente connessi, abbandono delle idee di onnipotenza ("Sia fatta la Tua volontà" o "Inshallah", in tutte le religioni è analogo). Sapersi rilassare implica saper cedere lo scettro della mente e dare spazio e ascolto alle emozioni e al corpo. Non è una resa da poco. Alcune persone riferiscono di subire un effetto paradosso quando provano le prime volte una tecnica di rilassamento: anziché star meglio, si sentono più irrequiete che mai. Altre si addormentano; apparentemente è un'ottima riuscita della tecnica, in realtà è una fuga dal rilassamento profondo, in cui si è svegli. Le difficoltà che si sperimentano offrono preziosi indizi per capire qual è l'ostacolo al rilassamento, e per individualizzare il percorso, scegliendo quello più affine. Tra Yoga, Training Autogeno, Biofeedback, Rilassamento Progressivo di Jacobson, il ventaglio di proposte è assai ampio. Talvolta c'è uno sfondo spirituale, in altri casi l'approccio è più fisico e semplice, in comune a tutti c'è l'importanza del respiro, e la necessità di un apprendimento graduale, fiducioso e paziente, tramite la pratica, gli esercizi quotidiani. Sarebbe preferibile avvicinarsi alle tecniche con una guida esperta, e magari con una condivisione di gruppo (ma non è irrinunciabile). I rimedi naturali, le tisane di erbe, i Fiori di Bach, l'aromaterapia, hanno un effetto placebo indiscutibile, uno effettivo molto blando; forse troppo, se l'ansia è reale. Possono essere però dei buoni alleati, e potenziare l'effetto delle tecniche di rilassamento. Distesi, cercando il rilassamento, emergono delle sensazioni diverse da quelle abituali nello stato di veglia vigile: formicolii, pesantezza, leggerezza, vertigini. Se si lascia andare il controllo razionale, emerge l'inconscio, con i suoi contenuti e immagini talvolta sorprendenti, o dolorosi; possono affiorare sensazioni sessuali, timori legati all'abbandono delle difese, alla passività. Lasciarsi andare non è facile, ci si può sentire intensamente vulnerabili, ma di solito è molto piacevole. Eppure la mente si difende, non vuol mollare il suo ruolo prevaricante, e invade il campo con pensieri ossessivi o intrusioni indesiderate: è normale. I monaci meditanti della tradizione buddista la chiamano "la scimmia pazza", perché come una scimmia, la mente non fa che correre da un ramo all'altro, inseguendo pensieri incessantemente, e spesso sterilmente. Saper fare il vuoto mentale, un vuoto accogliente in cui le sensazioni si dispiegano, una ad una, è un'arte che s'impara con paziente esercizio, e che gratifica di un benessere e di una lucidità cristallina chi la coltiva.

  P S I C   T V  La Web Tv per la Psicologia e La Psicoterapia   

 


CISP

www.psic.tv  www.cisp.info  www.attacchidipanico.it  www.psicoterapie.org  www.tossicodipendenze.net
 www.disturbisessuali.it  www.ossessioniecompulsioni.it  www.terapiadicoppia.it  www.prevenzione-psicologica.it www.psicosi.net  www.fobia.it  www.depressioni.it  www.ansie.it  www.infanziaeadolescenza.info  www.terapiedigruppo.info  www.psicoterapie.info  www.lavorodigruppo.eu www.disturbialimentari.com

ritorna alla homepage

Copyright © CISP